E’ stata inaugurata sabato scorso, nello spazio espositivo di Palazzo De Felice a Grottaglie, la mostra fotografica ‘SUD Sguardi uomini donne’ del fotoreporter di origini grottagliesi Carlos Solito.
L’idea base del progetto, è quella di proporre la scoperta e la riscoperta di quel Sud lontano e puro, in bianco e nero che vive, e non che ‘sopravvive’. La mostra è la sintesi di una sorta di diario di viaggio che raccoglie una serie di scatti in bianco e nero tratti da un lungo itinerario nelle regioni del Sud Italia in cui Solito indaga, assimila e interpreta volti gesti e spazi, con tratti di luci ed ombre. La mostra è già stata insignita del Premio nazionale di giornalismo “Michele Tito” 2012 (Sele d’Oro Mezzogiorno) e del Premio internazionale di giornalismo Mare Nostrum Awards 2012.
La Mostra sarà aperta sino al 17 febbraio, dal lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 17.00 alle 20.00, mentre la domenica potrà essere visitata dalle 17.00 alle 20.00.
L’esposizione ha raccolto il patrocinio dell’amministrazione comunale, assessorato alla Cultura di Grottaglie, e del Gal Colline Joniche.
All’interno della mostra, sempre nelle sale del Palazzo De Felice, si svolge il workshop fotografico dal titolo Osservare, raccontare per immagini a cura di Carlos Solito a cui potranno partecipare giovani appassionati della fotografia under 35. La partecipazione al workshop e gratuita poichè patrocinata dall’assessorato alle Politiche Giovanili della città di Grottaglie.
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Biografia Carlos Solito. Fotografo, giornalista, scrittore e filmmaker, è nato a Grottaglie (Ta), in Puglia. Ha iniziato a viaggiare alle porte di casa, tra uliveti, gravine, grotte, masserie e lo Ionio. Scrive e fotografa in tutto il mondo per i più importanti magazine italiani ed esteri di viaggi, lifestyle e per i periodici de “Il Corriere della Sera”, “Il Sole 24 Ore”, “L’Avvenire”, “Gazzetta dello Sport”, “Il Messaggero”, “Il Mattino”. Dopo una ventina di titoli fotografici (di cui alcuni, tradotti anche all’estero) – editi per White Star, National Geographic, Touring Club Italiano, De Agostini, Giunti, Skira, Rizzoli, Atlante, Adda, Besa, Massa, Terre di Mezzo, Edidomus – nel 2010 ha esordito nella narrativa con Il contrario del sole (Versante Sud) da cui, nel 2011, la regista italoparigina Paola Greco ha tratto l’omonimo film e opera teatrale. Cura campagne fotografiche per l’advertising, firma la fotografia di scena per film e realizza personali dedicate al Sud Italia. Nel 2011 ha esposto nel padiglione Puglia della Biennale di Venezia e ha esordito nella regia con il cortometraggio Hirpinia, dopo il quale Franco Dragone, uno dei padri de Le Cirque du Soleil, gli ha prodotto il film Québec, my version presentato in anteprima mondiale a Montréal, in Canada. Tra i suoi ultimi volumi, in libreria MONTAGNE Avventura, passione, sfida (Elliot, Roma 2012), che ha curato e nel quale ha scritto insieme a Dacia Maraini, Paolo Rumiz, Maurizio Maggiani, Andrea Bocconi e altri.
ABISSI della PUGLIA, incontro a Lecce
1 FEBBRAIO 2013 ore 20,30 in via Regina Isabella, 1 a LECCE
il Gruppo Speleologico Leccese ‘Ndronico
con il patrocinio della Federazione Speleologica Pugliese organizza un incontro sul tema
Conoscenze attuali e prospettive di ricerca sulle grotte più profonde della Puglia
Interventi:
Piero Lippolis – GRC Putignano La grava di Santa Lucia a Monopoli (-280m)
Vincenzo Martimucci – CARS Altamura La grava di Faraualla a Gravina in Puglia (-280m)
Gianluca Selleri – GSL’Ndronico Lecce La grava di Campolato a San Giovanni Rotondo (-303m)
Vincenzo Iurilli – GSR Ruvo di Puglia La Grava della Ferratella a Ruvo (-330m)
Modera l’incontro Dino Grassi – FSP saranno presentati i seguenti contributi
Caverna del sergente Romano
LA CAVERNA DEL SERGENTE ROMANO ALLE PIANELLE
NEL CIRCUITO DEL TURISMO OUTDOOR REGIONALE
Grande riscontro a livello regionale dell’iniziativa promossa dal Centro Speleologico dell’Alto Salento di Martina Franca che sabato 5 gennaio, in occasione del 150° anniversario della morte di Pasquale Romano, figura leggendaria dell’insorgenza legittimista meridionale, ha inaugurato una lapide memoriale collocata all’ingresso sulla parete esterna della famosa caverna dove nel 1862, in una riunione segreta, l’ex sergente dell’esercito borbonico Pasquale Domenico Romano fu destinato al comando di una formazione di briganti composta da circa 200 uomini.
Sono oltre un centinaio le prenotazioni pervenute in pochi giorni da tutta la Puglia ma anche dalla Basilicata e Calabria per visitare nel mese di aprile la grotta.
All’evento hanno partecipato circa 30 escursionisti ed è stato patrocinato dalla Regione Puglia grazie al contributo del presidente della giunta e delpPresidente del consiglio regionale. Si ringrazia anche per il patrocinio e le autorizzazioni l’assessore alla Cultura del Comune di Martina Franca (prof. Antonio Scialpi), all’Ambiente (Stefano Coletta), il direttore della Riserva Naturale Regionale “Bosco delle Pianelle” (ing. Mandina), e la Provincia di Taranto (Parco Terra delle Gravine). Un ringraziamento va infine al consigliere regionale prof. Francesco Laddomada che ci ha accompagnati durante l’escursione partecipando allo scoprimento e inaugurazione della lapide. Hanno inoltre partecipato i rappresentanti delle associazioni ARCA PROMOTER, FEDERAZIONE SPELEOLOGICA PUGLIESE, UNIVERSITA’ POPOLARE “ZEUS” DI TARANTO e il GRUPPO RICERCA STORICA DI LOCOROTONDO.
Il Centro Speleologico ha inoltre aderito al convegno storico presieduto dallo scrittore Valentino Romano che si è svolto nel pomeriggio a Gioia del Colle sul tema “IL SERGENTE ROMANO TRA STORIA E LEGGENDA”. In questa circostanza lo storico prof. Mario Guagnano ha pubblicamente ringraziato il Centro Speleologico di Martina Franca per l’interessante iniziativa contemporaneamente effettuata alla caverna delle Pianelle.
L’iniziativa del Centro Speleologico dell’Alto Salento, che culminerà a primavera nei giorni 1 – 7 – 14 – 21 – 25 e 28 Aprile 2013 con il programma escursionistico “SUI SENTIERI DEI BRIGANTI”, ha come obiettivo quello di far conoscere una parte del grande patrimonio carsico sotterraneo, epigeo e naturalistico che si sviluppa all’interno delle murge tarantine, dove nella roccia del periodo cretaceo, formatasi circa 65 milioni di anni fa, si aprono profonde gravine e decine di grotte e caverne immerse in una vegetazione straordinaria fatta anche di querce secolari.
In questi luoghi il nostro centro ha portato alla luce e segnalato alla Soprintendenza Archeologica e ai ricercatori di Istituti Universitari numerosi insediamenti preistorici in grotta. Si tratta di un’eredità culturale notevole che ci auguriamo possa un giorno trovare un’adeguata valorizzazione e collocazione museale.
Questo paesaggio, con le sue caratteristiche impervie e selvagge, le misteriose grotte, gli strapiombi, le “pentime” come quella denominata “Del Cavallo”, i tortuosi sentieri facilmente raggiungibili dal “Tratturello Martinese”, antichissima e lunga “via erbosa” di transumanza, come l’ha definì lo storico Italo Palasciano, sono stati i luoghi prediletti non solo degli antichi cacciatori paleolitici, i luoghi di culto dei neolitici e delle genti dell’età dei metalli ma anche il vero “REGNO DEI BRIGANTI”, sia di quelli preunitari che delle bande legittimiste come quella del Sergente Romano.
La riscoperta di questi luoghi, insieme al loro ricco patrimonio ECOMUSEALE (masserie, iazzi, trulli, neviere, trappeti, cappelle, tratturi ecc), potrebbe favorire un turismo 0utdoor finora poco sviluppato e ancora non adeguatamente incentivato.
Silvio Laddomada
(Presidente del Centro Speleologico dell’Alto Salento)
Nel Paleolitico superiore europeo l’arte veristica e i segni si fondono sin dalle più antiche testimonianze dell’Homo sapiens. L’analisi della sepoltura gravettiana Ostuni 1 (la gestante con feto rinvenuta nella Grotta di Agnano datata a 28mila anni fa) nella sua complessità permette di riconoscere gli elementi simbolici evidenti che si proiettano anche nell’arte parietale, fornendo un codice interpretativo utile a comprendere il significato dei segni, primo vero linguaggio simbolico dell’Uomo moderno.
Il riparo di Agnano nel Paleolitico superiore
La sepoltura Ostuni 1 e i suoi simboli
UNIVERSITA’ DI ROMA TOR VERGATA
Volume di 368 pagine con centinaia di foto a colori, formato 21×30 cm
- Il sito di Agnano nel contesto territoriale.
- Monte La Morte (Ostuni), Donna Lucrezia (Ceglie Messapica) e le ricerche nella Grotta Lacedduzza (San Michele Salentino).
- Grotte, ripari e siti all’aperto nell’area di Agnano.
- Le aree di reperimento di materie prime litiche nel Paleolitico medio e superiore.
- Trincea 1: identificazione e scavo del seppellimento Ostuni 1. (Ornamenti della gestante con feto Ostuni 1 – Distribuzione dell’industria litica nel contesto della sepoltura Ostuni 1 – Distribuzione dei resti di fauna nel contesto della sepoltura Ostuni 1 – Ricostruzione delle modalità di seppellimento della gestante Ostuni 1).
- Significati simbolici nella sepoltura della gestante Ostuni 1.
- La sepoltura Ostuni 1: catalogo dei rinvenimenti.
Con contributi di:
- Alessandro Spera – Grotta Lacedduzza: l’industria litica.
- Leonardo Salari – Nota preliminare sui mammiferi pleistocenici della Grave della Nostra Famiglia (Ostuni, Puglia).
- Mario Parise – Caratteri geologici e speleogenesi della Grotta di Santa Maria di Agnano (Ostuni, Provincia di Brindisi).
- Henry Baills – La Série lithique Ostuni 1 - Structuration, morphotypométrie, appartenance chronoculturelle.
- Girolamo Fiorentino – L’analisi antracologica della sepoltura Ostuni 1 di S. Maria di Agnano: considerazioni paleoambientali e paletnologiche.
- Vincenzo Amato, Donato Coppola, Biagio Giaccio – Carta Geologica-geomorfologica dell’area di Santa Maria di Agnano, Ostuni.
- Eligio Vacca, Vincenzo Formicola, Vittorio Pesce Delfino e Donato Coppola - I resti scheletrici umani delle sepolture paleolitiche di Grotta Santa Maria d’Agnano, Ostuni (Br)
Il volume può essere richiesto direttamente all’autore.
La grotta Rotolo, presentazione della scoperta
Dedicata a Donato Boscia vittima della mafia. Una opportunità scientifica ed economica
Venerdì 23 novembre 2012 – ore 18.30
Hotel Sovrano, viale Alcide De Gasperi, n. 2 Alberobello
Giuseppe Palmisano, presidente Presidi del libro
Gianfelice De Molfetta, moderatore
Interventi
Pierluigi Rotolo, proprietario
Fabiano Amati, presidente Area di Bacino – Puglia Assessore Regionale Protezione Civile
Luca Benedetto, speleologo
Antonio Rosario Di Santo, segretario generale Area di Bacino – Puglia
Giuseppe Gigante, geologo
«La cava deve essere espropriata per poter rilanciare le grotte»
MINERVINO - Sono passati quasi otto anni dalla scoperta delle suggestive grotte Montenero-Dellisanti, in località Porcile tra Minervino e Spinazzola. Cavità carsiche di epoca antichissima, si disse allora, una nuova Castellana Grotte che portava impresse le tracce di una storia millenaria. Se si pensa che passarono trent’anni prima di valorizzare Castellana, siamo sulla buona strada e molti sono pronti a scommettere che ce ne vorranno altrettanti per valorizzare e mettere in sicurezza il sito murgiano. Per la verità di promesse ce ne sono state, ma di cose concrete se ne sono viste poche.
Insomma sugli ipogei minervinesi è caduto l’oblio più completo. Eppure si tratta di una grande risorsa per il territorio di Minervino Murge e l’utilizzo della cava Porcile potrebbe sviluppare un turismo alternativo. L’aspetto sul quale insistono gli amministratori che si sono avvicendati in questi anni è la mancanza di fondi. A lanciare l’allarme uno degli scopritori delle grotte, il geologo e professore barlettano Ruggiero Dellisanti.
«Questo aspetto – dichiara Dellisanti – apparentemente insormontabile per le casse del Comune potrebbe tranquillamente essere aggirato con un’azione collettiva di raccolta fondi, quindi una vera e propria colletta a favore del sito». E dunque: «La Regione – prose gue Dellisanti – che pure ha posto il vincolo di tutela sull’area, non può intervenire perché la cava è privata e quindi occorrerebbe, a mio avviso, che l’intera cava – geosito di notevole importanza geologica – venisse espropriata entrando in tal modo nel patrimonio pubblico comunale. In questo modo la Regione potrebbe intervenire almeno con un primo finanziamento per recintare l’area». Insomma – aggiungiamo noi – è fuor di dubbio che la strada per la valorizzazione delle grotte sia davvero lunga e allo stato attuale la situazione è davvero bloccata: le grotte Montenero Dellisanti rischiano così di finire nel dimenticatoio. Da quanto è stato possibile sapere: non sarebbe stata ancora completata l’esplorazione delle cavità per capire come si possano valorizzare i numerosi ipogei scoperti, né sarebbe stata effettuata una indagine per predisporre un piano per la sicurezza dell’intera area di cava. La valorizzazione del sito è una cosa complessa e passa attraverso un’intensa attività di studi e ricerche, di piani e progetti tutti da finanziare. Probabilmente il recupero del geosito potrebbe avvenire accedendo a finanziamenti europei, ma occorre che ci sia la volontà politica e di chi amministra di valorizzare gli ipogei murgiani.
[dalla Gazzetta]
“Se, sulla base degli studi che gli speleologi concluderanno entro il 31 dicembre prossimo, dovessero essere confermate le specificità del sito rilevate fino ad oggi, entro la fine di febbraio 2013 sottoscriveremo un protocollo d’intesa tra la Regione Puglia, l’Autorità di Bacino, l’Arpa, i comuni interessati e i gruppi di studiosi per sviluppare il processo di conoscenza scientifica della grotta carsica scoperta lungo il Canale di Pirro”.
Lo ha detto l’assessore alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati, concludendo la prima riunione convocata per analizzare l’importante scoperta geologica dei giorni scorsi, lungo la strada per il Canale di Pirro, tra i comuni di Alberobello e Monopoli. All’incontro hanno partecipato il sindaco di Monopoli Emilio Romani, il sindaco di Fasano Lello Di Bari, il sindaco di Alberobello Michele Longo, l’assessore al Turismo di Castellana Grotte Maurizio Pace, il gruppo degli speleologi scopritori del sito, il presidente della Federazione Speleologica Pugliese Vincenzo Martinucci, il presidente del Gruppo Speleologico Archeologico Lorenzo Di Liso, il segretario generale dell’Autorità di Bacino Antonio Di Santo e tecnici dell’Arpa Puglia.
“Abbiamo deciso di convocare questo primo incontro – ha detto Amati – suggestionati dalle notizie di questa incredibile scoperta, per capire quanto effettivamente importante sia la scoperta e per celebrare l’attività degli scopritori, specialisti ignoti, come tutti gli scienziati che si occupano del sottosuolo.
Abbiamo avviato un lavoro tecnico per capire se esistono i presupposti per approfondire la ricerca scientifica, con l’auspicio di poter proseguire nelle attività di approfondimento e studio, riunendo tutti i rappresentanti dei rami della amministrazione pubblica in grado di imprimere un contributo su questa vicenda.
Sarà dunque conclusa, entro la fine dell’anno, la prima fase di esplorazione e rilievo da parte del gruppo di speleologi scopritori del sito con l’aiuto di mezzi e attrezzature di altri gruppi regionali e delle strutture tecnico-scientifiche delle Regione Puglia e dei comuni interessati. A quel punto, nel caso in cui dovesse confermarsi l’importanza scientifica della scoperta, sottoscriveremo il protocollo d’intesa per proseguire lo studio e la ricerca della stessa”.
Nel corso della riunione, Luca Benedetto, il vice presidente del Gasp (Gruppo Archeo – speleologico) e scopritore del sito, ha spiegato che “Dopo esserci resi conto della presenza di alcune caratteristiche scientificamente interessanti, lo scorso maggio abbiamo avviato i primi lavori di disostruzione dell’ingresso del sito ed il 27 settembre scorso, abbiamo scoperto qualcosa di incredibilmente interessante dal punto di vista dello studio scientifico. L’importanza della scoperta consiste nel fatto che siamo di fronte ad una grotta attiva con numerose gallerie orizzontali, enormi camini, arrivi e fratture, nonché esseri troglobi.
Siamo felici – ha detto – che la Regione Puglia abbia compreso l’importanza della nostra scoperta e deciso di favorire il proseguimento degli studi, che in questo caso presentano numerosi spunti di interesse che riguardano le acque e il microclima interno e esterno, la cavità del territorio del canale di Pirro dal punto di vista geologico e idrogeologico, aspetti di speleogenesi, il monitoraggio del radon e studio e della fauna e della flora che abitano il sito”.
Secondo il segretario generale dell’Autorità di Bacino della Puglia Antonio di Santo, “Con molta probabilità, si tratta di un potenziale grande laboratorio di attività educative, che potrebbe contribuire all’approfondimento delle conoscenze relative ai fenomeni connessi a questioni idrauliche e di inquinamento del suolo e del sottosuolo. Della stessa opinione i tecnici dell’Arpa Piglia, che hanno sottolineato come attraverso lo studio di questo sito si possa avviare un importante percorso conoscitivo dei fattori di permeazione ed accrescere la conoscenza degli aspetti di contaminazione del suolo e della falda”.
[da Puglialive]









