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White Nose Syndrome, le precauzioni della Società speleologica italiana

27 gennaio 2010

Divulghiamo un messaggio del presidente della Società speleologica italiana, Giampietro Marchesi

***

Ritenendo che la cosa sia di comune interesse per tutti gli speleologi italiani vi inoltro un messaggio del Gruppo di Lavoro Salvaguardia Aree di Interesse Speleologico. Sono consigli, che in primo luogo derivano dal buon senso e dalla buona educazione. Non ci dobbiamo trasformare in specialisti di chirotteri, dobbiamo soltanto stare attenti e pronti. Nessun allarmismo dunque, ma stiamo solo con gli occhi aperti.
Cordiali saluti
Giampietro Marchesi
25/01/2010

Speciale White Nose Syndrome

WNS: CHE FARE? [http://www.ssi. speleo.it/ it/download/ WNS/FAQ_ITA_ 02.pdf]
Al momento attuale sappiamo con sicurezza che esiste un problema microbiologico serio che sta minacciando le vastissime popolazioni dei pipistrelli negli Stati Uniti, ma ancora non ne conosciamo esattamente le cause, le modalità di trasmissione e il quadro generale del problema.

Come è noto, la diffusione di malattie da un continente all’altro ha effetti assolutamente micidiali non solo sulle popolazioni umane, ma in tutte le popolazioni animali e vegetali, perchè vengono ad aggredire organismi non adattati: si pensi da una parte a vaiolo, morbillo e altre malattie che sterminarono gli amerindi nel ‘500, e dall’altra alla peronospora che, importata accidentalmente dall’America, arrivò vicina a eliminare quasi completamente la vite eurasiatica.

Per questo motivo tutti gli stati proibiscono in modo categorico l’importazione da terre lontane di materiali biologici, in particolare terriccio e simili.
Per inciso, c’è l’ipotesi che la malattia che sta decimando i pipistrelli americani sia in realtà una malattia eurasiatica importata in mezzo a popolazioni indifese.
Molti gruppi di ricerca statunitensi stanno lavorando a questo specifico problema.

Per approfondimenti, vedi [http://www.ssi. speleo.it/ it/download/ WNS/inquina_ biologico. pdf]

COME COMPORTARSI?
Nell’attesa di avere le idee più chiare, suggeriamo alcune semplici precauzioni da mettere in atto non solo per ridurre la nostra capacità di diffondere l’ignoto agente della WNS, ma anche per ridurre il trasferimento di materiali microbiologici da una grotta all’altra.

Gli ambienti ipogei, questo lo sappiamo bene, sono nicchie ecologiche con forme di vita peculiari. Lo studio della loro microbiologia, ancora agli inizi, potrà in futuro essere di grande interesse, anche pratico, e quindi è importante che gli speleologi cerchino di non essere veicolo di diffusione di microrganismi da una zona carsica all’altra.

Nella ordinaria attività speleo:
1) rispettare in modo assoluto le limitazioni all’accesso delle grotte che sono ambienti di svernamento o riproduzione dei pipistrelli;
2) in questo periodo in cui ci possono essere reali i rischi di diffusione della WNS, limitare in ogni caso le visite a grotte in cui sia nota la presenza di pipistrelli, ed evitare gli ambienti in cui sono presenti;
3) lavare accuratamente ogni volta il vestiario e le attrezzature individuali e collettive di progressione, in particolare se sono destinate ad essere utilizzate in una zona carsica lontana da quella in cui sono state sporcate.

In caso di ritrovamento di pipistrelli morti che presentino i sintomi tipici della malattia:
1) seguire scrupolosamente le indicazioni diramate dal GIRC [http://www.ssi. speleo.it/ it/download/ WNS/WNS_Procedur e_Italia_ GIRC.pdf] e il protocollo di disinfezione delle attrezzature. [http://www.ssi. speleo.it/ it/download/ WNS/protocollo_ disinfezione_ attrezzatura_ speleo.pdf]. La traduzione in italiano delle norme di disinfezione diramate dalla NSS è disponibile in pdf [http://www.ssi. speleo.it/ it/download/ WNS/Linee_ WNS_USA.pdf]
2) segnalare immediatamente il ritrovamento anche alla Società Speleologica Italiana, all’indirizzo WNS@socissi. it , che sta collaborando con gli studiosi di chirotteri per la realizzazione di una mappa delle grotte a rischio.

per il Gruppo di Lavoro Salvaguardia Aree di Interesse Speleologico:
Giovanni Badino, Mauro Chiesi, Giuseppe Moro, Maria Luisa Perissinotto
(salvaguardia_ aree_interesse_ speleologico@ yahoogroups. com)

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