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Comunicazione delle azioni intraprese a seguito della bozza del DDL sull’ordinamento delle professioni del turismo montano

18 marzo 2010

Su richiesta del presidente della Società speleologica italiana, diffodiamo il documento che segue.

***

Alcune settimane fa, su puntuale segnalazione della Federazione speleologica sarda, siamo venuti a conoscenza di un disegno di legge che si occupa dell’ordinamento delle professioni del turismo montano, presentato dal Ministro del Turismo on. M.Vittoria Brambilla. Il testo conteneva note ambigue e potenzialmente conflittuali con la nostra attività.

La SSI ha fatto pervenire a tutte le federazioni speleologiche regionali e ai vertici del CAI un testo che è servito come base di confronto. Le federazioni del Veneto e della Lombardia hanno prodotto un primo documento da inoltrare ai referenti regionali. Il documento è poi stato condiviso con altre federazioni.

Giorgio Pannuzzo, presidente della Fslo, contemporaneamente aveva inoltrato anche all’on. Brambilla le osservazioni della sua federazione. La segreteria del ministro lo invitava a Roma il 9 marzo 2010 per un incontro con il dr. Davide Ponte dell’ufficio legislativo. L’invito era allargato a Giampietro Marchesi presidente della SSI e al vicepresidente della federazione lombarda Donato Pupillo, INS CAI, che otteneva delega per parlare a nome delle scuole del CAI. Le federazioni del Veneto, del Piemonte, della Liguria, della Toscana, del Friuli-Venezia Giulia, dell’Emilia Romagna, della Campania, della Puglia e della Sardegna davano delega  per l’incontro al ministero.

Martedì 9 marzo alle ore 12.00 la delegazione  accompagnata dal dr. Luca Bonomelli, speleologo ed esperto in questioni giuridiche, ha avuto un cordiale incontro con il dr. Davide Ponte

Presentata l’attività speleologica nelle sue varie sfaccettature ed elencati i soggetti di riferimento (federazioni regionali – SSI – CAI), ne abbiamo sottolineato la lunga tradizione. Abbiamo illustrato vari esempi di competenze, rapporti col CNSAS, azioni di divulgazione. Si è presentata una qualificata sintesi della nostra editoria.

Abbiamo sottolineato le possibili interpretazioni dell’attuale testo del ddl che potrebbero avere risvolti negativi per l’attività e la stessa esistenza dei gruppi.

Tra l’altro, si è chiesto che “Ai fini dell’elaborazione, della verifica e dell’aggiornamento dei programmi formativi per le guide speleologiche e per le guide alpine speleologiche, deve essere previsto un momento periodico di confronto con le competenze tecniche, culturali e scientifiche espresse, tramite propri rappresentanti, dalla Società speleologica italiana, dal Club alpino italiano, dalle federazioni speleologiche regionali e dal Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico.”

Abbiamo riscontrato attenzione. “Fare rete” è indispensabile per individuare e  affrontare problemi.

Stiamo, insieme, monitorando gli sviluppi.

A presto, per gli aggiornamenti,

Giampietro Marchesi, presidente della Società speleologica italiana

Giorgio Pannuzzo, presidente della Federazione speleologica lombarda

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