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Speleologi italiani a Coimbra

26 marzo 2010

Dal 28 marzo al 10 aprile si esplorerà il bacino idrografico del Dueca, in Portogallo

“Le grotte sono il vuoto conosciuto delle montagne. Vie di drenaggio delle acque nella roccia o nei ghiacci. Tubi lavici o accadimenti tettonici, generati da crolli. Il buio è una soglia, oltre è un mondo altro. Vi sono anche cavità artificiali, create dall’uomo nel passato remoto o prossimo. Gli speleologi esplorano e riportano i dati di questo mondo vicino, simile, ma non uguale. Lo rendono conosciuto, conoscibile.
Accompagnano visitatori, formano futuri esploratori. Creano il fantastico mappamondo sotterraneo”. È la sintesi poetica, molto efficace, con cui la Società speleologica italiana, associazione di “protezione ambientale” nata nel 1903, membro dell’Union internazionale de spéléologie, apre ai visitatori il mondo collocato al di sotto della superficie terrestre (dal sito web: http://www.ssi.speleo.it/).
Dal 28 marzo al 10 aprile, la destinazione è il Portogallo e la squadra è pronta all’esplorazione di una grotta lunga circa 3 km e “attiva”, un ambiente sotterraneo ancora in fase giovanile e, come per questo caso, dentro il quale scorre un fiume. Si tratta del bacino idrografico del Dueca, zona carsica a pochi chilometri a sud dell’antica città universitaria di Coimbra, che ospita il centro studi Cised (Centro de interpretacao do sistema espeleológico do Dueca). L’anno passato ha avuto inizio una prolifica cooperazione scientifica, nel particolare campo della carsologia, tra l’Università di Coimbra e l’Università di Bari. La carsologia è una disciplina multi e inter-disciplinare che studia gli ambienti carsici “dove i processi di soluzione della matrice rocciosa e di circolazione sotterranea delle acquee assumono un significato paesaggistico e ambientale predominante”. I termini “carsismo”, “carsico” e “carsologia” derivano dal toponimo “Carso”, dalla sua radice indoeuropea “Kar” o “Krs” che significa roccia o pietra, e che indica storicamente e geograficamente il vasto altopiano roccioso calcareo esteso fra l’Italia nord-orientale e la Slovenia, passando per la Croazia, e da noi indica anche una altura di 456 metri in provincia di Trieste.
La Federazione speleologica pugliese parteciperà alla spedizione alla volta del Dueca e, in particolare, ai primi sopralluoghi e rilievi topografici e geologici della Grotta Talisma, in collaborazione con il Dipartimento di Geografia dell’Università di Coimbra, il Cised, la Federazione speleologica pugliese e il Dipartimento di Geografia e Geofisica dell’Università di Bari. I risultati saranno messi a disposizione del pubblico, amministrazione e cittadini, e potranno anche essere usati per un monitoraggio ambientale d’obbligo quando si vuole decidere per una futura fruizione turistica della splendida cavità.

[tratto da L’Avanti di ieri (p.6) 20100325_l’Avanti_Fsp-Dueca]

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