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Uis, un organo internazionale di speleologia..

18 novembre 2010

La UIS sta cercando collaboratori, ma molti non sanno cosa sia e cosa faccia di preciso, così, prendendo spunto da una ricerca di Roberto Chiesa, consigliere SSI, pubblichiamo l’intervista di Giovanni Badino ad Arrigo Cigna.

*Tutto quello che avreste voluto sapere su UIS e non avete mai osato chiedere. O forse non sapevate a chi chiederlo…-*
* *

Parliamo di UIS, cioè dell’Union Internationale de Spéléologie. Intanto, cos’è?
E’ un’associazione di organizzazioni nazionali di speleologia che è stata fondata nel 1965 a Postumia durante il 4° Congresso Internazionale di
Speleologia.

E che scopo ha?
Ha lo scopo di sviluppare le relazioni tra gli speleologi di tutte le nazioni ed il coordinamento delle loro attività a livello internazionale. In questo modo sono messe a disposizione di tutti le conoscenze e le esperienze acquisite dai paesi con maggiore diffusione della speleologia.

Chi ne fa parte?
Le organizzazioni nazionali dei paesi che sono stati ammessi dall’ Assemblea Generale. Il criterio è una organizzazione ed un voto per paese. Attualmente ci sono oltre 50 paesi e all’ultimo congresso a Kerrville (Texas) ne erano rappresentati 42.

E se non ce ne sono?
Sono gli speleologi del paese che, coordinandosi nel modo più opportuno, fanno domanda di ammissione all’UIS. Se vi esistono diversi gruppi grotte sono invitati a costituire una organizzazione nazionale.

Quindi io non mi posso iscrivere all’UIS, ho capito bene?
Come individuo no, è il coordinamento fra le strutture di un paese che aderisce.

Ma realizza progetti, spedizioni, finanzia qualcosa? Insomma, fa speleologia?
No, non va in grotta, ma cerca di facilitare chi ci va. Innanzitutto coordina l’organizzazione dei congressi internazionali che hanno luogo ogni
4 anni. Poi fornisce anche contributi per il funzionamento delle commissioni e di qualche attività speleo con l’intento di sviluppare la speleologia dove necessario.

Come si finanzia?
Attraverso le quote di associazione che variano in funzione di “categorie” in base al numero di speleologi attivi nel paese.

Quanto sono, tipicamente, sia la singola quota che il totale?

Vi sono tre categorie: A che versa 300 €/anno, B con 200 €/anno e C con 50 €/anno. Ogni paese membro dell’UIS sceglie liberamente in funzione del numero delle possibilità economiche e dell’entità delle proprie attività speleologiche. L’entrata costituita da queste quote è dell’ordine di 3-4000 €/anno.

Come è diretta la UIS?
E’ diretta da un Consiglio direttivo composto da: presidente, 2 vice presidenti, segretario generale, tesoriere, 10 segretari aggiunti. Devono appartenere tutti a paesi diversi, con l’eccezione del segretario generale.

Chi li vota e come?
Sono votati dai delegati nazionali indicati dalle organizzazioni nazionali associate all’UIS nel corso dell’Assemblea Generale che si tiene nel corso
dei Congressi Internazionali.

Ma in queste assemblee si ha la regola una nazione-un voto?
Certamente.

Quindi gli Stati Uniti con 12000 iscritti alla NSS contano come un altro paese molto piccolo?
Si è scelto questo criterio proprio per evitare che l’UIS potesse diventare un monopolio di pochi paesi in una posizione privilegiata.

Ma in questo modo non si rischia l’opposto, cioè che finisce in mano a cartelli di nani?
In linea teorica è possibile. Sta a noi evitarlo.

Qualcuno mi aveva detto che la presidenza UIS era soprattutto un’onorificenza per la speleologia della nazione di provenienza, è vero?
Ovviamente è un riconoscimento per il paese d’origine, ma la scelta del candidato alla presidenza dipende soprattutto dalle sue qualità.

Presidente e gli altri membri del Consiglio hanno qualche potere reale? Cosa possono fare?
Non è che il presidente decida sulle attività speleologiche di tutto il mondo. Il suo compito è il coordinamento delle attività dell’Unione. Gli altri membri hanno incarichi specifici che sono loro assegnati alle riunioni del consiglio.

Da chi prendono i soldi per i viaggi e il loro stipendio?

Dalle loro tasche. Talvolta sono invitati da organizzazioni nazionali o di congressi che possono contribuire in tutto (molto, molto raramente!) o in parte alle loro spese vive.

Che lingua si parla in riunione?

Ci sono cinque lingue ufficiali: francese, inglese, italiano, spagnolo e russo. Tuttavia la lingua prevalente è l’inglese.

Che relazione c’è fra UIS e i Congressi Internazionali di Speleologia?
Questi sono organizzati dall’associazione del paese ospitante secondo le indicazioni fornite dall’UIS.

Che relazioni ha con UNESCO?
Dopo una lunga procedura burocratica l’UIS aveva ottenuto negli anni ’80 la qualifica di Categoria C. Alla categoria A appartenevano organizzazioni come la FAO o la IAEA, alla categoria B organizzazioni di minore importanza che
tuttavia presentavano un rapporto annuale all’Assemblea Generale dell’UNESCO. Infine alla categoria C le altre organizzazioni più piccole. Successivamente l’UNESCO ha cambiato la struttura e l’UIS è tornata fuori. Attualmente si sta operando per ottenere un nuovo riconoscimento ufficiale.

Che relazioni ci sono fra UIS e FSE? Non sono un duplicato uno dell’altro per moltiplicare le cariche?
No, la FSE è una federazione tra nazioni europee; essa era stata fondata a Udine durante il 16° Congresso Nazionale di Speleologia nel 1990 con lo scopo di avere accesso a fondi della Comunità Europea, risultato mai ottenuto. Sono state costituite, nel frattempo, altre organizzazioni regionali: la FEALC (Federazione dell’America Latina e dei Caraibi) e la BSU (Unione Speleologica Balcanica), ed è ora in corso la costituzione di un’analoga associazione per l’Asia orientale. Quindi non è assolutamente un duplicato, l’UIS è l’ente che si occupa di tutto il mondo.

Che ricaduta ha dall’UIS chi va in grotta?
La ricaduta viene, per esempio, dal patrocinio che l’UIS dà a delle spedizioni internazionali, da regole di comportamento utili specialmente per queste spedizioni o da interventi presso autorità locali in caso di necessità.

E come si fa ad ottenere il patrocinio? E quali vantaggi dà? E quanti lo chiedono?
Avanzando una specifica e documentata richiesta al Segretario Generale. Il Consiglio la concede sulla base di un apprezzamento della richiesta. Il vantaggio che ne consegue è una certificazione, per esempio per le autorità
locali, dell’affidabilità della spedizione. In pratica molte spedizioni internazionali importanti richiedono il patrocinio.

Quale tipo di comunicazione c’è fra chi va in grotta e il Consiglio dell’UIS? Questa comunicazione funziona?
La comunicazione deve avvenire attraverso il delegato nazionale; l’efficienza del funzionamento dipende dal delegato nazionale.

Non si potrebbero realizzare dei canali di comunicazione migliori?
Il miglioramento dipende dalle qualità di quest’ultimo e dalla considerazione che costui gode nel Consiglio dell’UIS.

Se devo contattare il Consiglio, cosa faccio?
Mi rivolgo al delegato nazionale.

E come so chi è?
Lo cerchi sul sito dell’UIS: http://www.uis-speleo.org

Cosa fanno i delegati nazionali?
Rappresentano il proprio paese e votano nell’Assemblea Generale.

Come sono scelti i delegati nazionali?
Sono scelti dal coordinamento delle associazioni nazionali.

E se nella speleologia di uno stato ci sono liti, cosa succede?
Le liti in famiglia devono essere risolte in famiglia. In questi casi l’UIS può aiutare ma niente di più.

C’è pure il caso in cui ci sono più organizzazioni nazionali in un solo stato, no? Cosa succede in quei casi?
Queste devono accordarsi tra loro. Come detto più sopra l’UIS non può intervenire all’interno di un paese, al di là di un’azione di convincimento.

Questi Delegati hanno contatto con la base?
I delegati riportano presso la propria organizzazione le informazioni utili fornite dall’UIS.

In pratica, cosa fanno, relazioni, mail, notizie su siti?
La diffusione ai soci avviene da parte dell’organizzazione nazionale (da noi la segreteria SSI) con i mezzi più opportuni: quindi messaggi sul sito, informazioni in assemblea o altre riunioni, e così via.

Ma a me risulta che in genere l’informazione si perde. Mi pare che lo speleologo medio, anche in Italia, non sappia nulla di UIS. Cosa si può fare?
In effetti lo speleologo medio italiano si occupa ben poco di quanto accade oltre i limiti del proprio territorio. Occorre migliorare la diffusione delle notizie.

Hai delle proposte?
Cercare di aumentare la conoscenza dell’UIS tra gli speleologi, spiegando in dettaglio cosa è e cosa fa l’UIS. Questa è l’organizzazione internazionale più diffusa al mondo ed ha attualmente 45 anni di attività alle spalle.

Potremmo ad esempio scrivere un dialogo!
Mi pare una buona idea.

D’altra parte mi pare che oltre i limiti del territorio ci si preoccupi ben poco dello speleologo medio italiano, non ti pare?
Diciamo che, sovente, è lo speleologo medio italiano che non guarda al di là dei propri stretti confini!

Se uno speleo italiano volesse contattare il suo delegato presso l’UIS cosa dovrebbe fare?
Gli telefona, gli scrive o gli manda un messaggio di posta elettronica: se non conosce gli indirizzi li ottiene attraverso la propria organizzazione o il sito dell’UIS.

In Italia sei tu, lo so benissimo. Ti capita di essere contattato da speleologi italiani?
Qualche volta si, ma soprattutto assicuro un contatto tra la SSI e l’UIS; poi sono anche contattato da speleologi stranieri che chiedono informazioni per svolgere attività in Italia.

Da quel che ho capito la UIS è più orientata verso i ricercatori che verso i comuni speleologi, è vero?
No, si occupa di tutti gli aspetti della speleologia, anche quelli tecnici e sportivi. Ora, ad esempio, in seno al Consiglio è in corso un dibattito sulle gare “speleologiche”, corse su corda e simili. Sempre fuori dalle grotte, sia chiaro, che non devono mai essere considerate aree di gara per non compromettere l’ambiente sotterraneo.

E cosa fa UIS per la ricerca?
L’organizzazione di un Congresso Internazionale, fatta secondo le istruzioni dell’UIS, comprende grandi spazi per la presentazione di lavori. Inoltre l’UIS è articolata con varie commissioni, alcune molto efficienti, altre no:
*Commissione di Chimica Fisica e Idrogeologia*, *Commissione delle Grotte Glaciali e Carsismo nelle Regioni Polari*, *Commissione di Vulcanospeleologia*, *Commissione di Idrogeologia Carsica e Speleogenesi*, *Commissione di Speleomineralogia*, *Commissione di Pseudocarsismo*, *Commissione di Mineralogia di Grotta*, *Commissione di Archeologia e Paleontologia*, *Commissione di Speleoterapia*, *Commissione di Paleocarsismo e Speleocronologia*, *Commissione di Bibliografia*, *Commissione delle Grotte più Lunghe e Profonde*, *Commissione di Informatica*, *Commissione di Speleosoccorso*, *Commissione di Speleologia Subacquea*, *Commissione di Speleobiologia*, *Commissione di Microbiologia e Geomicrobiologia*, *Commissione di Arti e Lettere*, *Commissione delle Cavità Artificiali*.

Ci sono italiani in queste commissioni?
Si, e parecchi tanto che diventa difficile elencarli tutti, ma credo che in Italia ce ne siano molti altri che potrebbero dare un grande contributo ma che neppure sanno di questa possibilità.

Come si fa ad entrare in queste commissioni?
Basta rivolgersi al rispettivo coordinatore, che trovi sul solito sito: la partecipazione alle commissioni è del tutto libera per chiunque.

Chi sono stati i presidenti?
Bernard Gèze, Francia, 1965-1973, Arrigo A. Cigna, Italia, 1973-1981, Adolfo Eraso, Spagna, 1981-1985, Derek Ford, Canada, 1985-1989, Paolo Forti, Italia, 1989-1993, Hubert Trimmel, Austria, 1993-1997, Julia James, Australia, 1997-2001, José Ayrton Labegalini, Brasile, 2001-2005, Andy Eavis, Gran Bretagna, 2005-2013

Chi sono quelli che compongono attualmente il direttivo? Dimmi qualcosa di ciascuno di loro per convincermi che non sono dei tromboni…
Il Presidente è Andy *Eavis*, Gran Bretagna: eccellente organizzatore ed esploratore, è da decenni il principale animatore delle spedizioni inglesi in Cina e Indonesia. Poi i vicepresidenti: Christian *Dodelin*, Francia: presidente del Soccorso Speleologico Francese e studioso difauna ipogea; George *Veni*, USA: Presidente del 15° Congresso Internazionale e docente di scienze della terra, si occupa di ricerche ambientali in aree carsiche in Messico e USA.
C’è il Segretario Generale: Fadi *Nader*, Libano: ricercatore nel campo della geochimica delle rocce carbonatiche, esploratore e bravissimo coordinatore, è stato uno degli animatori della speleologia in Libano, ora lavora a Parigi; e poi ci sono i segretari aggiunti: Giovanni *Badino*, Italia: ricercatore ed esploratore, lavora nel campo della fisica delle grotte, si è occupato di alcune delle maggiori grotte in Italia e ora lavora soprattutto in spedizioni internazionali; Jean-Pierre *Bartholeyns*, Belgio: attivissimo responsabile del Dipartimento UIS Protezione e Gestione, si occupa di questo anche nel suo paese; Alexander *Klimchouk*, Ucraina: esploratore e ricercatore, uno dei maggiori specialisti mondiali di speleologenesi e uno degli storici animatori delle grandi esplorazioni in Caucaso; Stein-Erik *Lauritzen*, Norvegia: ricercatore ed esploratore, lavora nel campo della geochimica e delle datazioni, ha fatto ricerche su grotte in diverse parti del mondo; Efrain *Mercado*, Portorico: è il responsabile FEALC per lo speleo-soccorso, molto attivo per i rapporti con l’America Latina; Paul *Williams*, Nuova Zelanda: ricercatore ed esploratore, è uno dei maggiori studiosi del carsismo, membro della World Commission for Protected Areas, è lui che si occupa delle grotte per i siti Unesco World Heritage; Kyung Sik *Woo*, Corea: esploratore di grotte nel suo paese, fa ricerche nell’ambito di paleoclima e studi di concrezioni; Nadja *Zupan Hajna*, Slovenia: ricercatrice nel campo del carsismo, sedimenti e datazioni, Tesoriere dell’UIS.
Questo per risponderti in breve, ma di ciascuno di loro puoi trovare molte altre informazioni in Rete, e trovi anche come contattarli.

Mi pare che nelle riunioni del direttivo UIS ci siano discrete competenze per affrontare problemi legati alla speleologia, no?
E’ sicuramente e di gran lunga la struttura più autorevole del mondo nel campo delle grotte.

Attualmente quali problemi sta affrontando?
Riconoscimento da parete dell’UNESCO, redazione del Codice Etico, pubblicazione dell’Int. Journal of Speleology, blocco del commercio di concrezioni, protezione di diversi siti carsici, sviluppo della speleologia in diversi paesi e altre cose minori.

A dirla chiara: a te sembra che lavori bene?
Si, dati i mezzi a disposizione.

E’ chiaro che il problema è che ha soldi quanto un gruppo speleologico medio-piccolo, avete qualche idea per aumentare il bilancio?
La via auspicabile e praticabile è quella di trovare sponsor sia privati, sia pubblici come UNESCO, Unione Europea e simili.

Cosa potrebbe fare di più, secondo te?
Al meglio non ci sono limiti, ma mi sembra che il rapporto efficienza/fondi sia veramente superlativo.

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