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“I colori del buio”, la mostra di La Venta in Puglia

26 agosto 2012
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Un momento dell’inaugurazione, il 25 agosto 2012 a Castellana-Grotte (ph. G. Pinto)

Uno scatto per la vita, una bellezza che resta impressa nella memoria visiva del visitatore. E giù di lì a viaggiare con la mente, volando su quei crostoni alti un chilometro in un’estensione impensabile per l’occhio umano e per la percezione che di essi abbiamo. I Tepui venezuelani sono più o meno il primo incontro, e di questo si resta affascinati a tal punto da restarne ipnotizzati. Poi la giungla. Poi i ghiacciai, poi gli anfratti infernali della terra.

La mostra “I colori del buio” assume i contorni del fanta-viaggio, quel desiderio recondito che, in fondo, ogni uomo coltiva dentro di sé, e pone il visitatore in uno spazio di immaginazione che sconfina anche dal sogno.

L’associazione La Venta, ancora una volta, è in grado di coniugare impegno e risultati traducendo il paradigma della bellezza come la regola aurea per la sopravvivenza dell’uomo stesso: “La bellezza salverà il mondo”, come ebbe a dire Fedor Dostoevskij.

Non si può, e non si resta indifferenti di fronte a queste immagini.

Un momento dell’inaugurazione, il 25 agosto, a Castellana-Grotte (ph. G. Pinto)

È “un mondo estraneo ai più – ricordano gli esploratori di La Venta – dove il tempo, lo spazio, i suoni, gli odori e le immagini hanno una dimensione propria, diversa da quella del mondo di superficie”.

Quello che si apre davanti ai nostri occhi è uno spaccato di terra che nessuno avrebbe potuto mostrarci, se non questi uomini speciali che incontro alle sfide impossibili hanno risposto “Eccomi”. “Speciale è la natura che si concede a noi – è il loro commento – e noi la prendiamo”. Sono molti gli aneddoti appuntati nei taccuini di viaggio dei ‘geografi del buio’, anime che vagano negli anfratti reconditi della crosta terrestre per giungere, ansimanti, sfiniti ma felici alla ‘scoperta’. Un termine che in questi anni si è un po’ svuotato di significato e di appeal: un viaggio val bene la pantofola. Quando col telecomando in mano siamo i re dello zapping e delle percentuali di share.

Eppure gli italiani sono noti in tutti il mondo, soprattutto per quanto stigmatizzato nei sussidiari, come popolo di naviganti e poeti, uomini curiosi e intelligenti che varcano la follia pur di sfiorare l’emozione di violare ambienti sconosciuti.

La mostra, dopo la spettacolarità nelle sale del Vittoriano a Roma, giunge in parte a Castellana-Grotte, negli spazi del museo speleologico ‘Franco Anelli’.

***

La mostra

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