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«La cava deve essere espropriata per poter rilanciare le grotte»

12 novembre 2012

MINERVINO – Sono passati quasi otto anni dalla scoperta delle suggestive grotte Montenero-Dellisanti, in località Porcile tra Minervino e Spinazzola. Cavità carsiche di epoca antichissima, si disse allora, una nuova Castellana Grotte che portava impresse le tracce di una storia millenaria. Se si pensa che passarono trent’anni prima di valorizzare Castellana, siamo sulla buona strada e molti sono pronti a scommettere che ce ne vorranno altrettanti per valorizzare e mettere in sicurezza il sito murgiano. Per la verità di promesse ce ne sono state, ma di cose concrete se ne sono viste poche.

Insomma sugli ipogei minervinesi è caduto l’oblio più completo. Eppure si tratta di una grande risorsa per il territorio di Minervino Murge e l’utilizzo della cava Porcile potrebbe sviluppare un turismo alternativo. L’aspetto sul quale insistono gli amministratori che si sono avvicendati in questi anni è la mancanza di fondi. A lanciare l’allarme uno degli scopritori delle grotte, il geologo e professore barlettano Ruggiero Dellisanti.

«Questo aspetto – dichiara Dellisanti – apparentemente insormontabile per le casse del Comune potrebbe tranquillamente essere aggirato con un’azione collettiva di raccolta fondi, quindi una vera e propria colletta a favore del sito». E dunque: «La Regione – prose gue Dellisanti – che pure ha posto il vincolo di tutela sull’area, non può intervenire perché la cava è privata e quindi occorrerebbe, a mio avviso, che l’intera cava – geosito di notevole importanza geologica – venisse espropriata entrando in tal modo nel patrimonio pubblico comunale. In questo modo la Regione potrebbe intervenire almeno con un primo finanziamento per recintare l’area». Insomma – aggiungiamo noi – è fuor di dubbio che la strada per la valorizzazione delle grotte sia davvero lunga e allo stato attuale la situazione è davvero bloccata: le grotte Montenero Dellisanti rischiano così di finire nel dimenticatoio. Da quanto è stato possibile sapere: non sarebbe stata ancora completata l’esplorazione delle cavità per capire come si possano valorizzare i numerosi ipogei scoperti, né sarebbe stata effettuata una indagine per predisporre un piano per la sicurezza dell’intera area di cava. La valorizzazione del sito è una cosa complessa e passa attraverso un’intensa attività di studi e ricerche, di piani e progetti tutti da finanziare. Probabilmente il recupero del geosito potrebbe avvenire accedendo a finanziamenti europei, ma occorre che ci sia la volontà politica e di chi amministra di valorizzare gli ipogei murgiani.

[dalla Gazzetta]

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